Settembre è arrivato e, per chi lavora nei nidi e nelle scuole dell’infanzia, questo mese coincide con uno dei momenti più delicati dell’anno: l’inserimento. Per i bambini e le bambine che varcano per la prima volta la soglia della scuola, ma anche per i loro genitori, il saluto e il distacco fisico rappresentano una vera e propria tempesta emotiva.
Come educatori e insegnanti, ci si trova spesso ad accogliere non solo i piccoli, ma anche le ansie delle mamme e dei papà. In questo scenario, c’è un alleato che si può mettere in campo e suggerire alle famiglie: il libro.
Leggere aiuta a crescere e a superare i grandi cambiamenti
Quando un bambino vive una transizione importante, fatica a dare un nome a ciò che prova. Leggere una storia adatta permette di immedesimarsi nei personaggi, di vedere le proprie paure “normalizzate” e soprattutto di trovare risposte rassicuranti.
Un libro ha il potere di dare forma alle parole che i piccoli non sanno ancora pronunciare. Si “legge per crescere” perché attraverso la narrazione, i momenti di passaggio – che si tratti di togliere il pannolino, salutare il ciuccio o affrontare il primo distacco – si trasformano in tappe naturali e condivisibili di un cammino comune.
La voce di Giorgia Cozza
Tra le autrici più amate nel panorama della letteratura per l’infanzia c’è Giorgia Cozza, giornalista ed esperta di tematiche materno-infantili, che ha dedicato gran parte della sua produzione a raccontare le grandi sfide evolutive dei più piccoli.
La sua firma è un punto di riferimento per genitori ed educatori, infatti è anche curatrice di una collana, La biblioteca dei piccoli, che accoglie titoli che affrontano tematiche importanti per il mondo del bambino.
Siamo vicini anche quando siamo lontani
L’ultimo albo illustrato di Giorgia Cozza si intitola Siamo vicini anche quando siamo lontani (Fabbri) ed è lo strumento perfetto da tenere a portata di mano in sezione o da consigliare alle famiglie durante i primi colloqui di settembre.
La mamma va. Remì resta.
Prima di andare, la mamma dice: «Ti penso. Mi pensi.
Perché se ci pensiamo è un po’ come essere vicini
anche quando siamo lontani».
La forza di questo libro sta nel fatto che non si limita a raccontare una storia di rassicurazione, ma offre ai bambini e ai genitori gesti concreti e spunti pratici a cui aggrapparsi durante la giornata per sentire il legame sempre vivo.
Oggi Remì un po’ pensa alla mamma e un po’ pensa alle storie
che la mamma gli leggerà. E gli sembra già di sentire
la sua voce che fa parlare il gufo saggio e il lupo Gedeone.
A Remì piacciono le storie, e gli piace tanto, tantissimo,
quando la mamma legge per lui, con lui.
Gesti e piccoli riti per affrontare il distacco
Tutto parte dalla storia di Remì e della sua mamma: due protagonisti che devono separarsi, ma che scelgono di riempire l’attesa dell’abbraccio finale con una serie di piccoli rituali. Questi gesti, sia concreti che simbolici, hanno il potere di trasformare un potenziale momento di vuoto e lontananza in uno spazio emotivamente “pieno”, dove continuare a coltivare il legame.
Remì ha trovato una foglia rossa e gialla con i bordi
tutti ondulati. Sembra ricamata. La raccoglie per la mamma.
Quando lei arriverà, le farà una sorpresa!
Ecco i riti più dolci suggeriti dalla storia, perfetti da consigliare ai genitori per la loro quotidianità:
- Il potere del pensiero: la bellissima consapevolezza che “se io ti penso forte, e tu mi pensi forte, in fondo è un po’ come stare insieme”.
- I taschini colmi di baci: l’idea poetica di “riempire” virtualmente le tasche del bambino con baci, pronti per essere “estratti” e appiccicati sulla guancia nei momenti di nostalgia.
- Un oggetto da custodire: tenere con sé un piccolo oggetto di transizione che profumi di casa, da stringere forte nei momenti di bisogno.
- Un cuoricino sulla mano: disegnare un piccolo cuore sul palmo della mano del bimbo e su quello del genitore, creando un’ancora visiva del loro legame.
- La certezza del ritorno: spostare il focus dal momento del saluto alla gioia del ricongiungimento finale, programmando le cose meravigliose da fare di nuovo insieme a fine giornata.
Adesso Remì è sicuro. Quando la mamma va e lui resta,
e quando lui va e la mamma resta…
Remì pensa alla mamma. La mamma pensa a Remì.
Ed è proprio come essere vicini anche quando sono lontani.