Riconoscere una spinta o uno schiaffo è facile, ma il bullismo non è solo questo. Molto più spesso è una risata di gruppo, un soprannome che resta appiccicato, uno screenshot che gira da una chat all’altra, il silenzio di tutte le persone attorno. In queste forme, a volte, nemmeno chi subisce si rende conto di essere una vittima. Lo sa bene Teresa Manes, mamma di Andrea Spezzacatena, il ragazzo che nel 2012 si tolse la vita dopo mesi di derisioni online. Raccogliendo tutte le esperienze ac…