Questo percorso è pensato per insegnanti, bibliotecari, librai e per chiunque lavori a contatto con bambine e bambini, offrendo uno strumento per avviare riflessioni guidate, laboratori ed esperienze volte a superare gli stereotipi di genere.
Riflessioni, attività sul tema
Esistono davvero “cose da maschi” e “cose da femmine”?
Se pensi di sì, prova a fare elenco delle une e delle altre.
Partendo dal testo, chiedere ai bambini se ad esempio pensano che il rosa sia da femmine, il blu da maschi, le bambole, la danza, i braccialetti ecc. da femmine, i dinosauri, il calcio, i capelli corti da maschi. Fino ad arrivare anche a comportamenti ed emozioni, come bisticciare spesso, non avere paura di niente oppure piangere, chiacchierare molto sono cose da maschi, da femmine o da entrambi?
Attività: si può fare un elenco alla lavagna o chiedere ai bambini di fare disegni o di fare un lavoro a casa ritagliando “cose da maschi” e “cose da femmine” trovate in riviste, ad esempio.
Ci sono mestieri “per maschi” e mestieri “per femmine”?
Esempio, calciatore/calciatrice; babysitter; meccanico; infermiera; camionista. I bambini potrebbero fare esempi di persone che conoscono: donne che fanno lavori abitualmente considerati “da maschi” o uomini che fanno lavori d’abitudine considerati “da femmina”, oppure di persone non conosciute ma o famose o conosciute dalla loro famiglia.
Attività: potrebbero sia provare a fare elenco a scuola sia fare una specie di “inchiesta”, di ricerca a casa chiedendo ai familiari, sfogliando riviste, libri, citando film.
Approfondimento (per bambini più grandi): in altre epoche storiche o in altre culture è uguale? Gli stessi mestieri che oggi sono sia per maschi sia per femmine sono stati tali nel passato? Esempi potrebbero essere lo scrittore (anche J.K. Rowling ha dovuto fingere di non essere donna per, secondo l’allora editore, sembrare più credibile come autore fantasy); il soldato; il medico; il giudice. O mestieri che di norma erano riservati alle femmine, come le tessitrici, le babysitter o le balie. Stessa ricerca si potrebbe fare per le “cose” considerate da maschi o da femmine: nel passato, le gonne o i vestiti erano usati solo dalle donne o anche dagli uomini? Il trucco? Sarebbe interessante anche riflettere se, oltre che altre epoche, le cose possano essere diverse per altre culture (le gonne per i scozzesi, ad esempio).
Riflessioni, attività sulle immagini
Guardando la copertina, si vedono le gambe dei due protagonisti, Sam e Alex. Dopo aver letto, nelle prime 2 pagine del libro, cosa piace a Sam e cosa piace ad Alex, riuscite a ritrovarli in tutte le altre immagini? Perché, secondo voi, non si vedono per intero se non nelle ultime due pagine?
Attività: provate a disegnare una storia in cui i protagonisti non si vedono per intero se non alla fine. L’effetto finale dovrebbe essere anche in questo caso una sorpresa, qualcosa che non ci si aspetta.
Nelle prime e nelle ultime 2 pagine vediamo la parte di cameretta di Sam e quella di Alex. Ritrovate le cose che piacciono all’una e all’altro? Se doveste disegnare la vostra, di cameretta, o quella che avete insieme ai vostri fratelli/sorelle, che oggetti mettereste? E, se voleste disegnare la vostra “cameretta ideale”, come sarebbe? Di che colore? Con che mobili? Con che giocattoli/libri/oggetti/soprammobili/poster?
Attività: Miriam Serafin, l’illustratrice dell’albo, cosa ha scelto per far capire che Sam è una bambina e Alex un bambino? Cosa avreste disegnato voi per far capire che Sam è Samanta e Alex Alessandro? Provate a ridisegnare i protagonisti con le vostre idee.
Attività di scrittura creativa
- Conoscete bambine che vi ricordano Sam o bambini simili ad Alex? Oppure a voi piacciono delle cose che piacciono a Sam o ad Alex, vi sono successe cose simili a loro (avete mai perso un palloncino, avete mai bisticciato con qualcuno, i vostri zii o altri adulti vi hanno mai detto che non dovevate giocare con determinate cose e perché)? Provate a raccontare le esperienze o le riflessioni che vi hanno ispirato la storia di Sam e Alex.
- Scegliete una favola o una storia conosciuta (come Cenerentola, o Tarzan, o quella che preferite) e provate a riscriverla cambiando il genere del protagonista: se era una femmina fatelo diventare un maschio e il contrario. La storia rimane la stessa? Cambia? Come?
- Immaginate una storia in cui i due protagonisti fanno delle cose o amano delle cose che non ci si aspetta da loro e poi provate a raccontarla. Esempio: una nonna che ama fare i dispetti, andare sulle montagne russe o sullo skateboard come un/una bambino/a o un/una ragazzino/a e la/il nipote che invece ama fare l’uncinetto, bere il tè e divertimenti calmi e tranquilli. O situazioni del genere, in cui solo alla fine scopriamo che avevamo dei pre-giudizi sui protagonisti e ci facevamo guidare da stereotipi – di genere, età, condizione sociale, ecc.
- Concentrando la propria attenzione sugli stereotipi di genere, fate una ricerca sulla storia di una persona a cui non è stato permesso di seguire le sue passioni o di comportarsi come avrebbe voluto a causa del fatto che non era ciò che ci si attendeva da lei. La storia può essere vera, di personaggi realmente esistiti, di persone conosciute dai bambini (ad esempio, potrebbero chiedere ai loro nonni di raccontargli com’era alla loro epoca o a quella dei loro genitori) oppure di personaggi immaginari, basati però sulle ricerche precedentemente fatte o su nozioni apprese in classe.
- L’albo termina con quello che dovrebbe essere il messaggio più importante: Sam e Alex si amano esattamente così come sono e non si cambierebbero per nulla al mondo. Vi è mai capitato – o, che voi sappiate, è capitato a qualcuno che conoscete – un momento in cui avete pensato che, al di là di ciò che pensano e possono dire gli altri, voi vi piacete per come siete e non vorreste cambiarvi per nulla al mondo? Se sì, raccontatelo. Se no, provate a chiedere alle persone intorno a voi se a loro è capitato e poi, con il loro permesso, raccontate la loro storia.