Il podcasting a scuola non è solo usare la tecnologia, ma trasformare la classe in una vera e propria redazione. Tra tutti i format disponibili, il podcast talk (l’intervista) è uno dei più comuni e utilizzati, perché è uno di quelli che mette in campo le competenze più stratificate: insegna ad ascoltare, ad approfondire i contenuti e a comunicare in modo chiaro e sintetico e ha delle barriere di accesso molto basse per chi ascolta.
Che si tratti di un’intervista reale a un esperto o di un gioco di ruolo (intervista a un personaggio storico o letterario), questa attività è applicabile a qualsiasi disciplina e permette di coinvolgere la classe in modo inclusivo.
La prima cosa da fare, infatti, è dividere la classe in gruppi (4 e 5 potrebbero convergere):
- Autori e Ricercatori: studiano l’argomento e l’ospite (se reale, verificano le fonti e preparano le domande).
- Ospiti/Roleplay: studiano il personaggio da interpretare e preparano le risposte basandosi sui contenuti di studio.
- Speaker/Host: conducono l’intervista e gestiscono i ritmi della conversazione.
- Registi e Tecnici del Suono: gestiscono la registrazione, i tempi e il montaggio base.
- Visual: immaginano la copertina del podcast e decidono quale faccia debba avere, in linea con gli obiettivi del podcast e il suo tono.
- Comunicazione: scrivono la breve scheda di presentazione (sinossi) e immaginano come il podcast dovrà essere presentato, sulla base del target di ascolto e dei temi trattati.
Guida Step-by-Step
Ideazione
In questa fase si definisce l’argomento di ciascuna puntata (o un filo rosso che lega le diverse puntate), il numero delle puntate (non c’è un numero ideale, ma se si sceglie la strada dell’argomento unico che si definisce in sfaccettature diverse in ogni puntata, si può iniziare con 4 o 6), la loro durata ideale (es. massimo 10 minuti) e il target ideale del podcast: chi è l’ascoltatore che vorremmo per il podcast? Cosa gli piace? Cosa ascolta? Cosa legge?
Esistono podcast che hanno già lavorato sull’argomento che abbiamo scelto? Quali sono?
- Fare una lista di tutti i podcast che esistono sull’argomento, come si chiamano, chi li conduce, perché ci piacciono o perché, invece, non ci convincono.
Il ruolo dell’intervista
Una volta definiti gli argomenti di ciascuna puntata o l’argomento in generale e le sue declinazioni, quello che bisogna decidere, prima di arrivare alla scrittura e alla ricerca degli ospiti, è come fare le interviste:
- Intervista Reale: la classe intervista un ospite in carne ed ossa (un autore, uno scienziato, un esperto dell’associazione di quartiere, un nonno per la memoria storica).
- Intervista Impossibile (Roleplay): un alunno impersona un soggetto di studio, affrontando l’intervista “nei panni di”.
La prima ipotesi ha bisogno di una scaletta più o meno strutturata, di domande che possono comporre un racconto coeso e completo; la seconda, invece, richiede che ci sia qualcuno con doti interpretative rilevanti, per far sì che l’ascoltatore creda in quello che ascolta. In entrambi i casi, invece, bisogna:
- Decidere se ogni puntata ha una parte introduttiva più descrittiva e poi l’intervista che rimane il cuore pulsante, oppure se l’intervista copre tutto il minutaggio;
- Definire il tono dell’intervista (quanto formale deve essere?) e quante voci intervengono (l’intervistatore è uno?);
- Sapere come saranno realizzate le interviste: saranno registrate live o in remoto? Saranno telefonate? L’ospite è presente in classe?
- Tutti questi aspetti influiscono sulla registrazione e quindi su produzione e post-produzione: sapere in anticipo la qualità del suono registrato permette di sapere quali difetti possono essere eventualmente corretti e quali, invece, no e diventeranno un “segno” del podcast.
- Avere una lista di intervistati desiderati e una di intervistati possibili, nel caso in cui i primi non possano essere raggiunti.
- Ciascuno di loro deve essere coinvolto per un motivo e per dare un taglio sull’argomento o perché sono esperti di un certo argomento. Deve essere chiaro per chi ascolta perché favorisce l’attenzione da un lato e l’autorevolezza dall’altro.
- Stabilire quanto ci si può distaccare dalla scaletta dell’intervista: se si crea una connessione umana tra l’intervistatore e l’intervistato si può andare dietro a questo imprevisto, lasciando perdere qualche regola più fissa della conversazione.
- L’intervista più improvvisata è più colloquiale e diretta ma anche più difficile da gestire.
Scaletta
Un errore comune è far leggere un testo scritto per intero: l’effetto finale risulterebbe piatto e robotico. Meglio optare per una scaletta a blocchi basata su punti chiave. Ad esempio:
- Intro (30 secondi): Saluto, titolo del podcast, chi siamo e chi è l’ospite di oggi e perché lo stiamo intervistando. Se c’è una parte descrittiva e si cambia argomento a ogni puntata l’intro rimane lo stesso, ma poi ci saranno un paio di minuti al massimo in cui l’host fa un racconto descrittivo, emotivo o personale legato all’argomento.
- Sigla: Il jingle di ogni puntata o uno stacco musicale.
- Facciamo conoscere a tutti l’intervistato (1-2 minuti): Domande d’apertura generali per rompere il ghiaccio (es. “Come è nata la tua passione per…?”).
- Entriamo nel vivo (4-5 minuti): Le 3 o 4 domande principali sul tema (usando la regola delle 5W: Chi, Cosa, Dove, Quando, Perché). In questa fase, se l’intervistatore coglie qualche sfumatura non prevista che vuole approfondire, può provare a farlo – si può sempre tagliare dopo!
- Outro & Saluti (1 minuto): Chiusura con una sintesi o un pensiero compiuto o una riflessione che scaturisce dalla puntata, che sia il più naturale possibile. I saluti danno l’appuntamento a una prossima puntata o alle altre puntate del podcast.
Canovaccio Pratico: La Scaletta della Puntata
È utile a chi deve scrivere l’intervista.
| Blocco |
Tempo stimato |
Contenuto / Punti Chiave |
Chi parla |
| Intro |
00:00 – 00:30 |
Benvenuti a [Nome Podcast]! Oggi parliamo di [Argomento] con [Nome Ospite]. |
Speaker 1 |
| Sigla |
00:30 – 00:40 |
Jingle (è sempre lo stesso per ogni puntata) |
Musica |
| UNO |
00:40 – 02:15 |
Domanda 1: Presentazione dell’ospite e primo impatto col tema. |
Speaker 1 + Ospite |
| DUE |
02:15 – 06:30 |
Domanda 2: Il nodo centrale del problema/argomento.
Domanda 3: Dettaglio curioso o meno noto.
Domanda 4 (breve, un botta e risposta veloce): Ma quindi vorresti dirci che…? |
Speaker 2 + Ospite |
| TRE |
06:30 – 07:45 |
Domanda 5: Un consiglio dell’ospite a chi ascolta. |
Speaker 1/2 + Ospite |
| Outro & Saluti |
07:45 – 08:15 |
Ringraziamenti, nome della redazione e lancio della prossima puntata. |
Tutto il gruppo |
Scrittura dell’intervista
Si può prevedere molto, ma non tutto. È il bello dell’intervista.
💡 Facciamoci caso: quand’è che non ci annoiamo mentre ascoltiamo un’intervista? Perché? Preparare delle domande è il risultato della ricerca degli autori, ma devono poi stare su misura allo speaker/host che conduce l’intervista.
Una volta realizzate le domande (sempre più di quelle che effettivamente finiranno nella puntata), provate a pensare alle possibili risposte, provate a mettervi nei panni di chi le riceve e di chi poi le ascolterà. Ripetetele ad alta voce: se sono lunghe, non arrivano dritte al punto e non suonano, è ancora questo il momento per migliorarle.
Produzione & Registrazione
1. Rendere la classe adatta alla registrazione: abbiamo un armadio in classe che possa contenere una persona e un microfono? Quella potrebbe essere la location giusta per registrare le introduzioni ed eventualmente le parti più descrittive, perché l’armadio è di per sé il luogo migliore per attutire e ovattare i rumori.
2. Usare la classe nell’orario migliore: prima dell’inizio delle lezioni? Appena dopo la loro fine? Forse è meglio una stanza più silenziosa, ad esempio la biblioteca?
💡 Vogliamo evitare intrusioni con suoni provenienti da fuori (voci, campanelle, ad esempio) oppure scegliere di far entrare i suoni della scuola potrebbe diventare una scelta stilistica; tuttavia non bisogna esagerare perché, se presenti in maniera continuativa, questi intrusi potrebbero distrarre e rendere l’audio poco fruibile.
3. Scegliere la modalità e la gestione tecnica: in generale, per registrare un audio ottimale basta un microfono di qualità che possa essere collegato a un computer o a uno smartphone.
💡 Il luogo della registrazione è fondamentale: se c’è rimbombo, si possono avvicinare dei pannelli di polistirolo oppure il microfono potrebbe essere posizionato vicino a giacche o cappotti per assorbire l’eco. Quando si battezza un angolo, cerchiamo di tenerlo sempre uguale: in questo modo le registrazioni si assomiglieranno e avremo più armonia sonora tra le puntate.
Le interviste permettono di fare poco editing, ma la traccia audio registrata può essere ulteriormente pulita da difetti o tagliata nelle parti meno interessanti usando un software di editing audio in post-produzione. Per un’intervista di 10 minuti (output), pensiamo a una registrazione di 20, da cui asciughiamo e tagliamo ciò che non serve, è ridondante o spezza il giusto ritmo della conversazione.
Comunicazione
Che tipo di podcast è venuto fuori? A chi è dedicato? Quali mezzi sono i più adatti per comunicarlo?
Se il nostro target è a scuola, si potrebbe pensare a mezzi digitali o cartacei: esiste una bacheca scolastica? Qual è il punto della scuola da cui passano sempre tutti? C’è un account o un sito della scuola? Quali social media funzionano a scuola? C’è un posto di ritrovo nei pressi della scuola in cui vanno tutti?
Possiamo coinvolgere i rappresentanti degli studenti? In che modo? C’è qualche insegnante fuori dalla nostra classe che potrebbe essere coinvolto per aiutarci a farlo conoscere?
E i genitori? Sarebbero interessati ad ascoltare il podcast? Perché? Ci sono delle chat di gruppo genitori in cui mandare un link all’ascolto?
La regola è quasi sempre una: individuare le persone che ascolterebbe il podcast e suscitare la loro attenzione.
Cover e descrizione del podcast
L’immagine deve rappresentare al meglio il podcast. Se è un’illustrazione deve avere le linee e i colori adatti. Se è una foto ci deve dire immediatamente di cosa si parla. Il titolo del podcast deve essere diretto ed efficace e un sottotitolo può aiutare per lasciare al titolo un ruolo più evocativo.
La descrizione del podcast è ciò che legge chi non sa nulla di noi. È importante che nelle prime due righe si capisca l’argomento, che ci sono delle interviste e cosa si vuole raccontare.
💡 Anche in questo caso leggere le descrizioni e capire perché ci attraggono è utile per scrivere la nostra!
L’ascolto della puntata
È il momento della verità!
Queste sono le domande fondamentali da porci:
- L’intervista è sembrata una conversazione fluida o un interrogatorio da registro elettronico?
- Qual è il concetto chiave che abbiamo imparato ascoltando l’ospite?
- Se si dovesse registrare una seconda puntata, cosa cambieremmo nei tempi o nel tono della voce? Perché?
E poi fate un giro di tavolo per sapere cosa è piaciuto e perché. Chi non ha mai ascoltato l’audio può trovare degli spunti utili e vale la pena approfondire.