T. Transtromer - Silenzio
Passa, sono sepolti...
Una nuvola scivola sul disco del sole.
La fame è un alto edificio
che si sposta di notte
nella camera si sposta l'oscura
tromba dell'ascensore verso le viscere.
Fiori nel fossato. Fanfara e silenzio.
Passa, sono sepolti...
Le posate d'argento sopravvivono
in grandi frotte
a grandi profondità dove l'Atlantico
è nero.
I. Sarajilic - Qualcuno ha suonato
Sorelle
Quelle di Esenin
si chiamavano Shura e Katia.
Quelle di Majakowskij
Ludimilla e Olia.
Le mie
Nina e Raza.
E tutte sono morte.
Raza e Nina
a cinquanta giorni di distanza.
Sono morte
o a dire il vero sono state uccise dagli stenti?
Devo cercare da qualche parte
una nuova sorella.
Perché io non posso
non essere fratello
A. Merini - La volpe e il sipario
Ascolta il passo breve delle cose
- assai più breve delle tue finestre -
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato: la tua donna.
E' fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga fila di segni
che si chiamano rime.
Sotto. credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.
A. Sexton - Poesie d'amore
Parole
Attenzione alle parole, anche a quelle portentose.
Per quelle portentose noi ci adoperiamo,
talvolta sciamano come insetti
e non ci pungono ma ci baciano.
Alcune sono gentili come dita.
Alcune sono fidate come il masso
su cui ti metti a sedere.
Ma altre sono verbene e lividi.
Eppure amo le parole.
Sono colombe che cadono dal cielo
Sono sei arance sacre che tengo in grembo.
Sono gli alberi, le gambe dell’estate
e il sole, il suo volto infervorato.
Eppure spesso non le trovo,
ho tante cose da raccontare,
tante storie, immagini, proverbi, e altro.
Ma le parole non vanno bene,
mi baciano quelle sbagliate.
A volte volo come un’aquila
ma con le ali di un passero.
Ma cerco di trattarle
con garbo e tenerezza
Le parole,come le uova, bisogna maneggiarle con cura.
Se si rompono sono cose
impossibili da riparare.
trad. F. Spallino
C. Baudelaire - I fiori del male
A una passante
Ero per strada, in mezzo al suo clamore.
Esile e alta, in lutto, maestà di dolore,
una donna è passata. Con un gesto sovrano
l'orlo della sua veste sollevò con la mano.
Era agile e fiera, le sue gambe eran quelle
d'una scultura antica. Ossesso, istupidito,
bevevo nei suoi occhi vividi di tempesta
la dolcezza che incanta e il piacere che uccide.
Un lampo... e poi il buio! - Bellezza fuggitiva
che con un solo sguardo m'hai chiamato da morte,
non ti vedrò più dunque che al di là della vita,
che altrove, là, lontano - e tardi, e forse mai?
Tu ignori dove vado, io dove sei sparita;
so che t'avrei amata, e so che tu lo sai.
E. St. Vincent Millay - L'amore non è cieco
Quali labbra le mie abbiano baciato,
come e perché, io l'ho dimenticato,
quali braccia protese fino all'alba
sotto il mio capo; ma la pioggia è densa
di fantasmi stanotte, alla finestra
sospirosi, in attesa di un mio cenno.
Muto il mio cuore piange gli amanti scordati,
mai più per me imploranti a mezzanotte.
L'albero solitario nell'inverno
ignora quanti uccelli l'han lasciato,
ma sente i rami suoi più silenziosi;
io non so quanti amori sono andati,
so solo che l'amore in me cantava
note leggere che non canta più.






